impianto elettrico a norma di legge

Impianto Elettrico A Norma Di Legge

impianto elettrico a norma di legge
Impianto elettrico a norma di legge, obblighi e misure di sicurezza

Quali sono le caratteristiche di un impianto elettrico a norma di legge

Tutti lo conosciamo, a volte come una fastidiosa seccatura quando interrompe la corrente a tutto l’impianto, in realtà stiamo parlando di un dispositivo molto utile per la nostra sicurezza: si tratta dell’interruttore magnetico differenziale o, più comunemente conosciuto come “salvavita”.

Insieme ad un corretto sistema di messa a terra è fondamentale per la sicurezza, sia all’interno di un’attività commerciale che di un’abitazione, infatti da solo l’interruttore magnetico differenziale non è sufficiente a garantire la sicurezza delle persone al suo interno.

In questa guida cerchiamo di capire che cosa dice la legge in termini di salvavita e, più in generale, sugli impianti elettrici e la loro sicurezza. Stiamo parlando principalmente della legge del 1990 che regolamenta la sicurezza degli impianti elettrici, compreso il salvavita.

Siete poi curiosi di sapere come funziona nel dettaglio un interruttore magnetico differenziale? Non ne parleremo in questa guida ma, potete comunque dare un occhio alla semplice e completa guida trovata sul blog di puntoluce invece di perdervi nei tecnicismi di Wikipedia.

Le sanzioni per gli impianti che non sono a norma

Se state pensando che questa normativa non vi riguardi pensateci bene, perché le sanzioni possono arrivare a 2.500 € nel caso di anomalie nell’impianto e, addirittura a 5.000 € se manca un’adeguata documentazione del progetto.

La documentazione che deve accompagnare i grandi impianti elettrici

Di quale documentazione stiamo parlando? Per tutte le attività commerciali che hanno una superficie che supera i 200 metri quadrati (o che dispongono di utenze alimentate a più di 1.000 Volt), deve esserci una progettazione dell’impianto che va depositata direttamente dall’azienda che se ne occupa.

La normativa definisce anche le aziende (o i professionisti) che possono svolgere questo tipo di lavori e, parliamo di imprese che sono registrate in appositi elenchi alla camera di commercio. In particolare questi professionisti sono tenuti a lasciare una dichiarazione di conformità.

La dichiarazione di conformità

Premesso che la legge del 1990 ha imposto questi obblighi, esistono ancora degli impianti che non sono ancora completamente a norma e, parliamo in particolare degli impianti costruiti prima del 27 marzo 2008.

In queste situazioni come ci si comporta e che cosa bisogna fare se manca una dichiarazione di conformità? Innanzitutto verificate che effettivamente non sia stata rilasciata nessuna documentazione, quindi, rivolgetevi a dei professionisti preposti (anche in questi casi esistono degli elenchi alla camera di commercio) e, chiedete loro una dichiarazione di rispondenza.

La dichiarazione di rispondenza

La dichiarazione di rispondenza è una specie di “sanatoria” che certifica il rispetto delle norme da parte dell’impianto elettrico. Per gli impianti invece costruiti ancora prima, e parliamo di quelli antecedenti il 13 marzo 1990 troviamo un procedimento molto simile. L’unica differenza è legata al fatto che la normativa è più “tollerante”.

Questo tipo di impianti, infatti devono essere idonei al sezionamento e alla protezione di sovracorrenti, altrimenti sarà necessaria anche qui una dichiarazione di rispondenza.

La normativa in merito alle modifiche

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione riguarda poi gli ampliamenti e le modifiche, infatti quante volte nel corso degli anni capita di dover fare interventi importanti nell’impianto elettrico di un’attività commerciale? In questi casi è necessario, sempre, ottenere un certificato rilasciato da professionisti in grado di attestare la sicurezza di tutto l’impianto, e non solo della sezione modificata.

La normativa in generale

Sicuramente non stiamo parlando della legge più semplice da comprendere ma, ricordate che queste norme servono soprattutto per sicurezza vostra, dei lavoratori e dei clienti, quindi, più che una seccatura cercate di vederle come un aiuto. Infatti non dimenticate che il rischio di un impianto senza queste condizioni, mette a rischio voi ma anche tutto l’edificio.

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